... Così facendo, mentre ero in coda al semaforo di piazzale Lotto, mi è capitato di sentire una pubblicità che riguardava una prova in pista sui principali circuiti italiani della nuova Honda Civic. "Cazzo!" è stata la prima cosa che ho pensato; infatti, io non ero ancora riuscito a provare tale ... Leggi l'opinione
Una Opinione di uomosaggio su Honda Civic 2.2 i-CDTi 23.05.2006
La valutazione di questo autore:
Qualità del veicolo
buona
Affidabilità su strada
BUONA
Comfort
Buono
Spaziosità dell'abitacolo
Buona
Qualità di guida
Buona
Assistenza
Buona
Vantaggi:
Sicurezza di marcia, bagagliaio, guida dinamica
Svantaggi:
visibilità, prezzo, rapporti del cambio lunghi
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Sì
Opinione completa
Mi trovavo un venerdì sera, da solo, in macchina, a cercare disperatamente in radio qualcosa di decente. Gira a rigira, finisco, per puro caso, sulla peggior frequenza che possa capitare ad un automobilista; una radio tutta dedicata a Milan ed Inter (non ricordo il nome, comunque qualcosa di terrificante). Basito da tanta inconsistenza ed ottusità (specie per il fatto che, se qualcuno fa una radio del genere, significa che c'è chi l'ascolta), e non perché io non abbia interessi calcistici, anzi (sono stratifoso e da anni abbonato dell'Inter), ma perché veramente trovo inconcepibile fare trasmissioni in cui si parla delle mutande di Shevchenko o della brioche preferita da Martins (a me piace la concezione del calcio in stile www.interisti.org, sito che invito anche i non nerazzurri ad andare a vedere), ho repentinamente cambiato stazione. Così facendo, mentre ero in coda al semaforo di piazzale Lotto, mi è capitato di sentire una pubblicità che riguardava una prova in pista sui principali circuiti italiani della nuova Honda Civic. "Cazzo!" è stata la prima cosa che ho pensato; infatti, io non ero ancora riuscito a provare tale vettura (ed ero curioso, visto quanto ripugnante avevo trovato la versione precedente, lanciata nel 2001). Il mio discepolo prediletto (nonché unico) Losko, infatti, mi aveva indicato, all'inizio del mese di febbraio, che al Bicocca Village, sotto il suo ufficio, un concessionario organizzava test drive della nuova Civic. Così io mi ero recato di corsa in loco, tuttavia, una volta giuntovi, mi era stato comunicato che i test drive erano terminati e che sarei stato contattato successivamente dal concessionario per la prova. Sono passati più di tre mesi; qualcuno di voi è stato contattato, per caso? Io no. Per fortuna, la Honda ha organizzato questa prova in pista, alla quale, con il Losko, mi sono recato domenica 14 Maggio pomeriggio, presso l'Autodromo Nazionale di Monza. Una prova davvero ben strutturata, con tempi di attesa rapidi e una organizzazione efficiente. In particolare, la prova consisteva in due giri al volante della versione turbodiesel della Civic, accompagnati da piloti-istruttori davvero prodighi di consigli della Driving Academy; un giro da passeggeri sulla Civic a benzina (con il pilota che dava "dimostrazione" delle potenzialità della vettura); una prova nei paddock della Civic Ima (la vettura ibrida della Honda), e alcune prove di controsterzo in un un'area appositamente allestita a bordo di una "skid car".
§DI LINEA: devo dire che un'auto più tamarra di questa era davvero difficile da concepire. Per carità, non che la nuova Civic sia una brutta vettura, anzi. Trasmette grinta, aggressività, sportività (promette più di quello che, poi, mantenga), ma è vistosa come non mai. A prima vista potrebbe sembrare una di quelle autovetture taroccatissime realizzate dagli appassionati di tuning. Per la verità non è che linea, in generale, sia particolarmente originale. Una due volumi come ce ne sono tante altre oggi, abbastanza equilibrata nei volumi; tuttavia questa linea normale è "ricoperta" e arricchita da tagli, sfaccettature, accessori inusuali che danno a tutto l'insieme un'immagine inconsueta a futuribile, ma anche terribilmente vistosa, pure nei dettagli (vedansi gli scarichi triangolari, e nessuno, per fare favore, si lasci andare a facili battute). Se non fosse che è molto costosa, sarebbe da ipotizzare che prenda il posto che apparteneva, nelle classifiche di gradimento degli zarri, alla Leon serie precedente.
§DA DENTRO: Salto la consueta descrizione estetica dell'abitacolo, in quanto: 1) ho poco tempo (pensavo di non redigere neppure questa opinione, poi un pazzo furioso che a nickname fa Lungachioma mi ha gettato l'amo e io ho abboccato); 2) gli interni, futuribili quanto l'aspetto esteriore, sono davvero complessi da descrivere, troppo per uno che non ne abbia una gran voglia; 3) una foto, più eloquente di qualsiasi descrizione, la reperite su qualsiasi rivista specializzata o sito internet del settore. Qui, mi limito a dire che, a mio giudizio, gli interni della Civic non sono brutti, affatto. Però sono troppo complessi, elaborati, a tratti farraginosi. Non vorrei che, a lungo andare, stancassero (in ogni caso, sono indiscutibilmente meglio di quelli, nauseanti, dell'immonda versione precedente, che non stancavano solo perché facevano ribrezzo fin dall'inizio).
Funzionalità: beh, chi ha concepito questa Civic, non aveva più di tanto in mente il padre di famiglia e le sue esigenze. Diciamo che pare evidente la volontà di emancipare quest'ultima versione della compatta giapponese da quella repellente, imborghesita e dalla vocazione decisamente famigliare, che l'ha preceduta, e di riagganciarsi alla tradizione sportiva sia del modello (quella famosa Civic che, fino alla ripugnante versione 2001, aveva dato vita ad un nutrito stuolo di appassionati in tutto il mondo e che a me, comunque, faceva abbastanza cagare) sia della casa. L'assetto di guida ricorda quello di vetture ben più sportive; anzi, non esito a dire che può (quasi) essere assimilato a quello di una coupè; infatti, il piano di seduta è davvero molto basso ed incassato, quantomeno per una compatta quattro porte. Diciamo che l'unica concorrente che abbia un posto guida del genere, forse, è la BMW Serie 1 (un po', anche la Leon, ma più per la postura raccolta che non per il piano basso); la 147, per dirne un'altra, vanta un'impostazione leggermente più turistica. Tralascio, poi, tutte le altre concorrenti prive di dichiarate ambizioni sportive (Golf, A3, Focus, Astra, Stilo, Corolla, 307, C4, ecc.). Per il resto, la postura di guida risulta piuttosto raccolta e molto comoda per una guida dinamica. Il piede sinistro vanta una bella pedana per l'ancoraggio, il sedile contiene bene anche nelle curve più spinte (ed in pista, seppure l'Autodromo di Monza sia un circuito molto veloce privo di reali chicane di una certa difficoltà, esclusa, forse, la prima variantina, la caratteristica si testa facilmente), il volante è davvero uno dei migliori della categoria. Piccolo, a tre razze ben disposte, si impugna davvero bene ed invoglia ad un guida sportiva. Da sottolineare (l'ha fatto anche Quattroruote, volete non lo faccia io?) il cuscino d'appoggio per a gamba destra situato sul fianco sinistro della consolle centrale. Più in generale, una volta che ci si è sistemati al posto guida della Civic, ci si sentirà racchiusi dalla plancia conformata in modo tale da circondare il guidatore per mettere a sua disposizione i comandi principali, e, complici anche tutte le caratteristiche di cui sopra, ci si sente la vettura cucita addosso come un guanto. Insomma, si è invogliati a guidare e si PENSA di trovarsi al volante di un mezzo dalle caratteristiche molto sportive. Piuttosto, la critica che si può muovere al posto guida della compatta nipponica riguarda la non eccelsa libertà di movimento di cui gode il guidatore. Non che manchi lo spazio, comunque più ridotto di quello esistente su concorrenti dalla vocazione decisamente più famigliare; il fatto è che questo è molto "conformato". Insomma, lo spazio, non tantissimo, c'è, ma comunque la postura che il guidatore può assumere, proprio in funzione di una guida sportiva, è molto "guidata". Insomma, una caratteristica gradevole in pista, magari meno apprezzata nell'uso di tutti i giorni. Io mi sono trovato comodissimo, però, a parte il fatto che io dovevo effettuare dei giri lanciati in circuito (quanto mi diverte la cosa, specie ora che, ormai, dopo averci provato tante auto, comincio a conoscere la pista di Monza, anche se, ad onore del vero, per ora, quasi decentemente, ma neppur benissimo, ho imparicchiato solo a fare le due curve di Lesmo, le più facili, a parte il curvone di Biassono), non sono del tutto sicuro che i guidatori di tutte le taglie possano trovare la postura più idonea al volante di questa Civic. A titolo di cronaca, io sono alto circa 1,75m e peso circa 560Kg; chi avesse una stazza differente, si premuri bene, prima di acquistare questa autovettura, di farci una bella prova. Per quanto riguarda i comandi secondari, a parte una breve menzione all'ormai scontato pulsante di accensione, molto di moda ma che, tutto sommato, lascia il tempo che trova, non mi pare ci siano da fare considerazioni o critiche specifiche. Piuttosto, si può dire che, in generale, alla Honda abbiano scelto una impostazione non del tutto consueta che, verosimilmente, obbliga l'utilizzatore della vettura ad una certo periodo di apprendistato. Comandi rivolti al guidatore sulla plancia, comandi nella parte centrale della consolle governate da una specie di tarocco dell'i-drive BMW orientato non specificamente verso il guidatore, comandi del clima spezzettati qua e là, alcuni riportati anche per il passeggero. Sugli esemplari più costosi, poi, il volante è tutto un fiorire di comandi secondari, fin troppi oserei dire (neanche la Mercedes Classe S nuova…). In TV stanno dicendo che all'estero ci invidiano Cannavaro… La cosa mi consola, perché significa che, anche se ci criticano tanto, sono proprio messi male… Capitolo strumentazione: farraginosa è dir poco. E'un misto tra display digitali ed indicatori analogici d'impostazione hi - tec posizionati su piani differenti. Secondo i furbi della Honda, il tachimetro posizionato "in profondità" nella parte più lontana della plancia, dovrebbe essere leggibile guardando la strada senza distogliere lo sguardo da quest'ultima, in quanto dovrebbe trovarsi sullo stesso piano visivo. A mio giudizio non è molto peggio di altre soluzioni, però, concettualmente, è una colossale puttanata. Innanzitutto, è vero che il tachimetro digitale posizionato lì è praticamente sullo stesso piano della strada, ma è altrettanto vero che uno che guida non dovrebbe guardare la strada immediatamente davanti alla propria vettura (cioè, anche), ma dovrebbe guarda in profondità, per vedere cosa fanno tutte le auto che precedono, per vedere l'uscita dalle curve ecc. In altre parole, lo sguardo, specie nella guida veloce, secondo me è comunque più in alto del livello del tachimetro, per cui, comunque, un filo bisogna distogliere lo sguardo dalla strada per vederlo; nulla di male, ma a questo punto sarebbe valsa la pena di mettere il tachimetro sullo stesso piano di tutti gli altri strumenti. Così, invece, a seconda di quello che si vuole guardare, bisogna cercarlo in posti diversi. A lungo termine, secondo me, ciò affatica e stufa. In compenso, la leggibilità di ogni singolo strumento è decisamente elevata, così come la batteria di spie e di indicatori è ricca e completa.
Abitabilità: globalmente la Civic, tenuto conto del fatto che non è proprio una "monovolumizzata" (anche se i volumi sono meno marcati rispetto ad altre vetture quali 147, Serie 1, A3 ecc.) tipo Stilo e 307 (ma anche la stessa Civic 5p precedente, di cui scrissi l'opinione nel 2001) mi sembra sufficientemente ampia. Cioè, per quel che riguarda i posti anteriori, v'è da dire che, stante il discorso sulla postura particolarmente "guidata" e "conformata" che ho affrontato poco sopra, non tutti potrebbero trovarsi a proprio agio. Dietro, invece, tutto sommato, mi sembra ci sia ampio spazio, comunque abbastanza per viaggiare comodamente anche su lunghi tratti, e comunque molto di più che su una concorrente diretta come l'ottima -ma strettina- Alfa Romeo 147 1.9 JTD 16V M-Jet 150 CV Luxury (per non parlare della BMW 120d, i cui posti posteriori sono solo… "di facciata"). Piuttosto, c'è da fare un discorso particolare sull'accessibilità al posto guida. Oltre che molto incassato, il posto guida presenta un accesso parzialmente ostruito dalla plancia futuribile e strutturata in modo da circondare totalmente il guidatore. In altre parole, per accedere al posto guida, occorre che il sedile sia molto arretrato, perché parte della plancia, anche a sinistra del volante, sporge molto, riducendo di fatto lo spazio utile lasciato libero dall'apertura della portiera. Degno di nota (il che non guasta mai), al contrario, il vano bagagli: molto ampio, sufficientemente regolare e discretamente accessibile (anche se, ormai, la speranza di un piano con la soglia di carico perfettamente livellata, è un'utopia…). Piuttosto, nell'abitacolo mancano un po' i vani portaoggetti "aperti", quelli sui quali di solito si appoggia il cellulare mentre si sale a bordo della macchina, quello sui quali si buttano gli occhiali da sole quando si sta entrando in galleria (a meno, ovviamente, di abbassarseli sul naso in stile Mike Bongiorno e di guardare al di sopra di esso, cosa, per altro, abbastanza pericolosa in caso di sinistro…), quelli, insomma, che ci sono in grande quantità sulla mia Gnaris (che non c'entra nulla con la Civic ma mi piaceva parlarne…) e che servono.
Finiture: evidentemente, la Civic, anche come immagine, non punta certo su eleganza e discrezione. Per cui i materiali non sono nobili o da vettura di lusso. Tuttavia, anche per i dettagli, sono state impiegate plastiche di qualità molto buona e, soprattutto, dall'aspetto abbastanza solido e robusto. Insomma, non siamo sui livelli di un'Audi A3 (a mio giudizio, al momento, quella meglio rifinita del segmento C), ma sicuramente si pareggia il conto con l'Alfa 147 (e fors'anche con la Golf) e ci si piazza non molto distanti dalla BMW Serie 1. Quindi, comunque, meglio delle varie 307, C4, Focus ecc. Anche gli assemblaggi appaiono globalmente curati, con accoppiamenti precisi nell'abitacolo (un po' meno per quel che riguarda la carrozzeria).§AL VOLANTE:
Motore: guardando la Civic si sarebbe portati a pensare che la vettura sia equipaggiata con un propulsore di rara cattiveria, dotato di tanta grinta ed aggressività, concepito, insomma, per una guida incazzata. Invece, la realtà è ben diversa. Il turbodiesel 2.2 Honda da 140 CV (tutti i dati tecnici, se a qualcuno interessano, sono reperibili su qualsiasi sito internet di automobili o su qualsiasi rivista del settore; io non mi soffermo a riportare una sfilza di numeri a chiunque accessibile), il primo propulsore a gasolio interamente progettato dalla casa giapponese, è sicuramente un valido motore (ormai quasi tutte le case sono in grado di produrre, quantomeno nella cilindrata intorno ai due litri, buoni propulsori a gasolio), con tanti pregi, tuttavia non ha un'impostazione marcatamente sportiva. Al contrario, il propulsore giapponese è più fluido e regolare che incazzoso, più progressivo che brusco. Ora, io non pretendo affatto che su una vettura dalla connotazione apparentemente sportiva ci sia per forza un motore tipo il vecchio 1.9 TDI da 150 CV della precedente Leon FR che ho recensito e criticato circa un anno fa, in quanto troppo brusco, scorbutico e, tutto sommato, poco fruibile. Però mi vedo costretto a dare atto del fatto che esistono alcuni propulsori che equipaggiano vetture potenzialmente concorrenti che sono più reattivi, grintosi, insomma, più adatti all'immagine che ha questa Civic. Mi riferisco al TDI iniettore pompa 2.0 da 140 CV che equipaggia la Leon (ma anche la Golf e l'A3), al 2.0d Common Rail da 163 CV che equipaggia la Serie 1, al 1.9 TDI 16V M-Jet da 150 CV che equipaggia la 147. Intendiamoci, questo 2.2 Honda spinge e lo fa anche con forza. Non voglio sostenere che ci troviamo in presenza da una vettura seduta, questo no. Dico che, quando si schiaccia a fondo, il propulsore non reagisce con scorbutica grinta, bensì con vellutata e morbida progressione. Che poi, a stare a vedere, nella guida di tutti i giorni, è più gradevole un propulsore così che non uno particolarmente cazzuto. Solo che l'estetica e l'impostazione di guida della Civic illudono di trovarsi in presenza di una vettura più sportiva di quello che in realtà la Civic sappia essere. Comunque, l'accelerazione, al di là dei tempi, è molto buona (se poi sia più rapida questa, la Leon, la 147, non lo so. Chi sia interessato perché maniaco dell'improbabile scatto 0 - 100 Km/h può consultare la stampa specializzata. A titolo di cronaca, riporto che "Auto" ha sottoposto a "Prova Verità" la Civic di cui sto scrivendo sul numero di Marzo 2006, "Quattroruote" ha effettuato la "Prova su Strada" sul fascicolo di Marzo 2006). Superata una lievissima incertezza sotto i 2000 giri/min. (per altro comune al TDI della Leon), il propulsore nipponico inizia a spingere con una progressione imperiosa che tende a calare verso i 4000 giri/min., senza, comunque, venir del tutto meno, tanto che il limite dei 4500 giri/min. può venir raggiunto tranquillamente in modo ancora relativamente redditizio. Insomma, accelerazione brillante e allungo più che sufficiente per divertirsi, anche se, come anticipato, non stupefacenti. La ripresa è valida, seppure, anche in questo caso, non impressionante, complice anche la rapportatura del cambio (marce troppo lunghe, decisamente penalizzanti in uscita di curva); al di sotto dei 2000 giri/min. si nota un discreto buco nell'erogazione, poi, in modo progressivo e mai brusco, inizia una spinta vigorosa che, nell'uso stradale, dovrebbe essere più che sufficiente a muoversi con disinvoltura in ogni condizione. Poi, non vorrei sembrare ripetitivo, ma non vedo altra soluzione (al massimo votatemi l'opinione "inutile" se proprio questa ripetizione vi ha irritato, io sopravviverò anche a questo…), la scelta di rapporti più corti e ravvicinati consentirebbe alla Civic di schizzar fuori dalle curve come un missile, o quasi.
Comportamento stradale: globalmente, compatibilmente con la mia sensibilità e capacità di guida (se fossi capace di pilotare, farei il pilota, e non lo sguattero di studio, cioè il praticante avvocato…), oserei dire che è davvero buono. Anche qui, voglio sgombrare il campo da equivoci e quindi dico subito che anche nella guidabilità la Civic punta al sì dinamismo ed al divertimento, ma in modo piuttosto equilibrato e mai scorbutico o troppo reattività. Insomma, come per quel che riguarda il motore, la compatta del sol levante non tiene fede al suo aspetto super aggressivo e sfoggia un comportamento sportiveggiante ma tutt'altro che estremo (nulla a che vedere, per intenderci, con il nervosismo, specie in rilascio, della BMW Serie 1, influenzata in questo senso non tanto dalla -apprezzabilissima- trazione posteriore, eccellente in accelerazione e divertente nella tendenza al sovrasterzo di potenza, quanto, almeno credo, proprio dalla regolazione dell'autotelaio). Che poi, se proprio si vuol vedere, per una vettura destinata al grande pubblico, ai giovani (che possano permettersela, perché non è venduta proprio a prezzo da saldi), ecc., è la scelta migliore. Se invece uno che compera una media due volumi crede di essere Sainz e di potersi mettere a fare una rally su strada aperta è, fondamentalmente, un pirla. E' vero che il mio dominus sostiene di "vivere in mezzo ai pirla" (e spero che non si riferisca anche al sottoscritto…) e che, quindi, secondo questa teoria, al mondo di pirla ce ne dovrebbero essere tanti (e sulle strade, posso confermarlo anche io. La maggior parte degli automobilisti guida da pirla), però a me piace zelantemente insistere affinché al volante si usi il cervello con la stessa attenzione con la quale (si spera) lo si utilizzerebbe se si stesse compiendo un delicato intervento di neurochirurgia (di danni a sé ed al prossimo, guidando anche solo distrattamente, se ne possono fare di enormi). In ogni caso, la Civic presenta una assetto discretamente rigido, ma non eccessivamente; non più di una Serie 1 o di una Leon con assetto sportivo (però è più rigida di una 147). Almeno, a sensazione mi è sembrato così. La tenuta di strada mi è sembrata davvero eccellente, nel senso che la vettura mantiene le traiettorie impostate senza bisogno di alcuna correzione, sia nello stretto, sia nel veloce (che sul circuito di Monza, rappresenta la maggior parte delle situazioni). Devo dire che, anche sui curvoni veloci (Biassono, curve di Lesmo, parabolica), non ho notato un particolare rollio tale da inficiare la tenuta, ed in generale la berlinetta giapponese risulta piuttosto rapida nella percorrenza delle curve. Inoltre, oltre che incollata al suolo, la Civic mi è parsa, grazie anche ad uno sterzo pronto (del quale dirò più oltre), piuttosto maneggevole ed agile, anche nella prima variantina. I cambi di direzione non sono fulminei (o repentini) come sulle più sportive della categoria (Serie 1 per dirne una), però sono sufficientemente veloci da consentire alla compatta Honda di divertire anche chi, come me, pilota non è. Elevata anche la motricità, forse grazie anche ad un assetto non esasperato e alla progressività del propulsore: comunque sia, il controllo di trazione, non l'ho mai visto entrare in funzione. Per quel che riguarda la stabilità, devo dire che l'ESP (di serie) non è quasi mai dovuto intervenire, poiché, sebbene la vettura sia agile e rapida nei cambi di direzione (che presuppongono trasferimenti di carico), l'assetto non va comunque in crisi. In altre parole, anche sbagliando a dosare il gas in curva, anche nei rilasci del gas bruschi, anche nei cambi di direzione peggio gestiti (la maggior parte, nel mio caso), l'assetto della Civic reagisce in modo progressivo e, quindi, facilmente gestibile. Questo equilibrio generale mi è parso, globalmente, l'aspetto più pregevole della vettura, perché la Civic è piuttosto rapida nel percorrere le curve, pronta nei cambi di direzione, ma solo per quanto serve a garantire agilità. Non per generare sbandate; insomma, oltre il limite di sicurezza, le reazioni della Civic diventano più progressive (a meno che si compiano manovre turpi da ergastolo senza neanche processo!), garantendo contemporaneamente una buona agilità e una notevole sicurezza (di solito, un'auto molto agile, è anche rapida nelle variazioni d'assetto e, quindi, difficile da gestire). L'unica situazione, tra quelle che mi sono capitate, in cui il controllo di stabilità è intervenuto con decisione (seppure non così tanto da mortificare la velocità di percorrenza della curva) è stato quando ho tenuto giù il freno anche durante una curva in cui, per altro, nonostante le istruzioni del pur bravissimo Sig. Fabrizio, l'istruttore che mi accompagnava, ho ciccato in pieno la traiettoria. Il che mi fa pensare che, stante anche la potenza e prontezza dell'impianto frenante (davvero eccellente, tenuto conto del fatto che la pista di Monza mette in crisi nera anche i freni delle auto da competizione, figuriamoci cosa può accadere sulle vetture stradali), la frenata (che prosegue) in curva (comunque rognosa per natura su qualsiasi vettura e da evitarsi come la peste) sia la manovra che più sbilancia la Civic (in ogni caso, il controllo di stabilità attenua ogni problema). La frenata rettilinea, invece, non pone difficoltà; la vettura tiene bene la linea e l'abs non entra in funzione troppo anticipatamente. Piuttosto buono il cambio, con innesti rapidi, precisi e senza impuntamenti (o quasi) anche nell'uso spinto. Unici limiti, l'escursione un po' ampia della leva e la rapportatura eccessivamente lunga. Dello sterzo, devo dire bene; preciso, rapido, abbastanza diretto. Più che altro bisogna forse abituarsi alla risposta un po'… atipica, propria dei servocomandi elettrici (io continuo a preferire quelli idraulici, in via d'estinzione in quanto più costosi, più pesanti, più assetati di energia). In ogni caso, contribuisce non poco alla buona maneggevolezza della Civic.
Visibilità: beh, questo è facile. Non si vede fuori un cazzo!
Confort: in pista non è facilmente valutabile. Posso dire che il motore sebbene sia caratterizzato da una rombosità abbastanza caratteristica (e un po' diversa da quella tipica dei diesel), non infastidisce per nulla, in quanto comunque il rumore nell'abitacolo, anche ad andature spinte, penetra in maniera davvero contenuta. Meglio di molte concorrenti, BMW compresa. Almeno, tale è l'impressione (magari poi, fonometro alla mano, mi si può smentire). "Auto" riferisce di fruscii aerodinamici particolarmente avvertibili, ma a me non è sembrato. Boh. Le sospensioni, invece, mi sono sembrate abbastanza rigide, anche se, devo dire, pigliando i cordoli, non mi sono arrivate botte troppo secche.
§CONCLUDENDO; devo ammettere che, tenuto conto del fatto che io soffro di manifesta idiosincrasia nei confronti delle auto giapponesi (sarà per questo, che, con estrema coerenza, possiedo una TRoyota Gnaris della quale sono oltremodo soddisfatto…), questa Civic è una buona vettura, un gran salto di qualità rispetto a quella colossale ciofeca che era la serie precedente presentata nel 2001 (e venduta in due o tre esemplari, non di più, in tutto il mondo; e, se non fosse che il mondo è pieno di gente che crede che il Codice da Vinci contenga qualcosa di vero, mi stupirei anche di come sia possibile che qualche esemplare sia stato venduto…). Ora, occorrono alcune precisazioni. Quest'ultima Civic, basta osservare il design quantomeno azzardato ed inconsueto (che, comunque, sembra riscuotere consensi), può sembrare tutto fumo e niente arrosto. In realtà, l'arrosto c'è, solo che va cercato con attenzione e raziocinio. Infatti, se uno si lascia coinvolgere dall'estetica estremamente aggressiva e dall'assetto guida quasi da coupè, rimane inevitabilmente deluso, perché finisce per aspettarsi una vettura cattivissima, dal comportamento stradale nervoso e corsaiolo, dal propulsore rude e grintoso. Insomma, finisce per aspettarsi una vettura pepata, e la Civic non lo è. La Civic è una vettura dinamica, piacevole da guidare, che non disdegna una guida brillante, capace di regalare anche del divertimento a chi non abbia pretese rallistiche o corsaiole. In più è molto sicura, abbastanza comoda, e con una capacità di carico davvero notevole. Insomma, una vettura da famiglia sportiveggiante, una concorrente diretta della 147. Un'automobile in grado di coniugare alcune esigenze di praticità con quelle di guida divertente. Intendiamoci, anche solo per l'estetica che ha, è un'auto più da giovani che altro (mio papà che ha 65 anni non me lo vedo mica andare in giro con 'sta roba). Però non è un'auto da divertimento estremo inadatta a svolgere qualsiasi altra funzione. Chi vuole una vettura con queste caratteristiche, farà bene a rivolgersi alla BMW Serie 1, stretta, con un bagagliaio mediocre, un confort limitato, ma un comportamento stradale nervoso e divertente e un motore a gasolio che spinge come un ossesso. La Civic, al di là delle apparenze, è una vettura sportiveggiante, ma non troppo, che non rinuncia a fornire qualcosa di più. Unico vero limite, il costo elevato, visto che i giapponesi applicano questa politica del cazzo per cui non si può personalizzare la vettura. Se uno vuole determinati accessori, deve passare alla versione superiore, molto più costosa e, magari, comprensiva anche di ulteriori ammennicoli dei quali non gliene può fottere di meno (se io voglio i fari allo xeno, cosa mai mi potrà fregare del navigatore satellitare…).
Voglio parlarVi della avveniristica HONDA CIVIC 2.2 turbo DIESEL. Un'auto che mi ha affascinato fin dal pirmo momento in cui l'ho vista su internet ed ancor di più quando sono andato in concessionaria a vederla dal vivo.
Nulla a che vedere con il clas ...
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Qualità del veicolo
Affidabilità su strada
Comfort
Spaziosità dell'abitacolo
Qualità di guida
Assistenza
molto utile
23.02.2007
(08.04.2007)
pregi e difetti Valutazione dell'auto Honda Civic 2.2 i-CDTiscritta da
FedeSurvivor
Vantaggi: motore potente, design accattivante, buona progettazione Svantaggi: carrozzeria, alcune zone del vano motore un pò ambigue...
da gennaio 2007 possiedo questa auto, un mezzo che sicuramente esce un pò fuori dai normali schemi del design europeo: questa auto sembra essere uscita da un film di fantascienza! esternamente ben rifinita e curata fin nei minimi dettagli, stessi dettag ...
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Qualità del veicolo
Affidabilità su strada
Comfort
Spaziosità dell'abitacolo
Qualità di guida
Assistenza
molto utile
04.09.2007
Comoda ma sportiva Valutazione dell'auto Honda Civic 2.2 i-CDTiscritta da
alpino78
Ho acquistato la Civic l'anno scorso e dopo 35.000 chilometri posso davvero dire di essere soddisfatto.
La linea particolare e aggressiva mi ha subito conquistato e non appena sono riuscito a provarne un esemplare sono rimasto impressionato dalle prestaz ...
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Vantaggi: Il piacere di una guida coinvolgente, sportiva ed elegante allo stesso modo Svantaggi: quasi nulli
Fantastica ! E' sempre stata la macchina dei miei sogni sin dal primo modello che vidi quando avevo solo 18 anni. Giunta alla VIII serie, e avendo finalmente le finanze per permettermela, l'ho comprata appena vista e provata. Ho avuto anche il piacere di ...
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Dopo averla vista per strada e dopo averne sentito parlare ho deciso di andarla a vedere e provare da un concessionario Honda. Davvero una ottima impressione. All'occhio risulta subito molto cattiva e unica nelle sue forme.
Motore dell'anno, un 2.2 i-CD ...
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